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15/12/2009
Poste, migliaia di conti svuotati per colpa di una virgola

Un bug nel software appena installato moltiplica per 100 le transazioni e prosciuga i conti dei clienti. Intanto la Polizia arresta gli autori del defacement del mese scorso.

Secondo Poste Italiane si è trattato di "un'anomalia contabile"; considerato che tutto è successo subito dopo l'aggiornamento dei sistemi (avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 novembre), probabilmente la colpa è anche di un beta testing quantomeno approssimativo.

Il nuovo software che gestisce le transazioni Postamat ha infatti mostrato di includere un bug imbarazzante per le Poste e disastroso per i clienti: in pratica non considera le virgole e trasforma una transazione da 100 euro in una transazione da 10.000 euro.

Rapidamente molti utenti Postamat si sono dunque trovati il conto prosciugato e nell'impossibilità di effettuare ulteriori pagamenti: non si sa quanti siano incappati nel bug, dato che i comunicati ufficiali parlano soltanto di "un certo numero", anche se c'è chi ha ipotizzato che si tratti del 70-80' dei conti.

Nonostante Poste Italiane, una volta accortasi del problema, abbia cercato di rassicurare i propri clienti affermando che il saldo sarà prontamente ripristinato, le associazioni dei consumatori si sono subito attivate gridando che, di fronte a un danno così grosso, un semplice ritorno alla situazione precedente non basta.

"Non ci accontentiamo di queste giustificazioni: deve essere risarcito anche il danno" dichiarano i rappresentanti di Adusbef e Federconsumatori, i quali aggiungono: "Basti pensare a chi oggi aveva bisogno di soldi per pagare qualcuno e invece non ha potuto farlo. O a chi aveva protesti".

Né è chiaro, d'altra parte, se tutti coloro che sono rimasti vittime degli addebiti gonfiati se ne siano già accorti o se li aspetti un infarto al primo estratto conto.

Mentre le associazioni chiedono che le Poste scovino e puniscano i colpevoli dell'errore, altri colpevoli sono già stati catturati: si tratta degli hacker che lo scorso dieci ottobre hanno violato il sito dell'azienda.

La polizia ha fermato tre persone, tra cui un minorenne (di diciassette anni); Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, ha commentato la notizia sostenendo inspiegabilmente che "l'incursione degli hacker ha dimostrato l'impenetrabilità dei sistemi di sicurezza informatica di Poste Italiane" perché i dati degli utenti non sono stati sottratti: sarà anche vero, ma forse sull'impenetrabilità sarebbe stato meglio sorvolare.



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